{"id":1240,"date":"2012-05-13T12:01:07","date_gmt":"2012-05-13T12:01:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/?p=1240"},"modified":"2012-05-13T12:01:07","modified_gmt":"2012-05-13T12:01:07","slug":"%e2%80%9cthis-must-be-the-place-accanto-a-sean-penn-c%e2%80%99e-un-posto-piu-grande-per-paolo-sorrentino","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/%e2%80%9cthis-must-be-the-place-accanto-a-sean-penn-c%e2%80%99e-un-posto-piu-grande-per-paolo-sorrentino\/","title":{"rendered":"\u201cTHIS MUST BE THE PLACE&#8221;: accanto a Sean Penn c\u2019\u00e8 un posto pi\u00f9 grande per Paolo Sorrentino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/?attachment_id=1241\" rel=\"attachment wp-att-1241\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1241\" title=\"this-must-be-the-place-poster-orizzontale-italia-1\" src=\"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/this-must-be-the-place-poster-orizzontale-italia-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/this-must-be-the-place-poster-orizzontale-italia-1-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/this-must-be-the-place-poster-orizzontale-italia-1-290x194.jpg 290w, http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/this-must-be-the-place-poster-orizzontale-italia-1-1024x685.jpg 1024w, http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/this-must-be-the-place-poster-orizzontale-italia-1-600x401.jpg 600w, http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/this-must-be-the-place-poster-orizzontale-italia-1.jpg 1310w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L\u2019ultimo film del regista de \u201cIl Divo\u201d \u00e8 un viaggio attraverso l\u2019America alla ricerca delle radici<!--more--><\/p>\n<p><\/em><em>\u201c \u2026 &#8211; Falla girare, &#8211; mi disse mio padre, e cos\u00ec la carta d\u2019identit\u00e0 del Terzo Reich di Walter e la sua lettera larga cinque centimetri da Auschwitz passarono da me a Claire, poi da Claire a Seth e Ruth, che erano nati, rispettivamente, nel 1957 e nel 1961 e che sembravano stupefatti dai due documenti come lo erano dal loquace sconosciuto col numero sul braccio \u2026\u201d\u00a0<\/em>(Philip Roth, Patrimonio).<\/p>\n<div id=\"yiv1588956325articolo\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201c \u2026 Al tramonto il dottor Zuckerman era privo di conoscenza gi\u00e0 da parecchio tempo quando il medico prese Nathan in disparte e gli disse che era questione di ore. Sarebbe scivolato via in silenzio, disse, ma il medico non conosceva il padre di Nathan come lo conoscevano i suoi familiari. Verso la fine, infatti, come ti capita qualche volta se sei fortunato \u2013 o sfortunato \u2013 il moribondo apr\u00ec gli occhi e sembr\u00f2 vederli e riconoscerli tutti, e capire, con la stessa lucidit\u00e0 di ognuno dei presenti, cosa stava succedendo \u2026 \u201c<\/em>\u00a0(Philip Roth, Zuckerman scatenato).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando alcune serate fa mi sono imbattuto per la prima volta nella visione di \u201cThis must be the place\u201d (\u201cQuesto deve essere il posto\u201d), l\u2019ultimo film di Paolo Sorrentino, mi sono ritornate in mente parole e immagini nascoste, disseminate nelle pagine di svariati libri di Philip Roth, uno dei pi\u00f9 prolifici scrittori americani di origini ebraiche. Il film \u00e8 stato girato tra Dublino e gli Stati Uniti (New York, Michigan, Utah, New Mexico), e si avvale dell\u2019interpretazione di uno dei pi\u00f9 riveriti \u201cmostri sacri\u201d del cinema hollywoodiano, il sempre pi\u00f9 spaventosamente istrionico e maturo Sean Penn, reduce da alcuni indiscutibili trionfi conseguiti nell\u2019ultimo decennio: innanzitutto \u201cMystic River\u201d (2003), ma anche \u201cMilk\u201d (2008) e \u201cThe Tree of Life\u201d, con il quale ha vinto la Palma d\u2019oro al festival di Cannes del 2011.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sean Penn non si \u00e8 limitato a recitare una parte, nonostante proprio l\u2019interpretazione dell\u2019attore americano sia stata decisiva per il successo del film di Sorrentino. \u00c8 evidente, infatti, come la scelta del soggetto, del personaggio, dell\u2019ambientazione, della fotografia e delle musiche abbia costituito il terreno di una proficua collaborazione tra il regista e l\u2019attore protagonista. Corre pertanto l\u2019obbligo di riconoscere i meriti di Sean Penn nell\u2019ideazione e realizzazione dell\u2019opera, senza per questo sminuire il valore del nostro Sorrentino, consacrato come il miglior regista italiano in attivit\u00e0 da un film del calibro de \u201cLe conseguenze dell\u2019amore\u201d (che ha sancito anche la superiorit\u00e0 artistica di Toni Servillo fra gli attori italiani viventi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dicevo di Roth e dei suoi libri. Ebrei i personaggi, tipicamente e ancestralmente ebraica la tematica al centro della storia narrata: il tormentato, rimosso, obliato e pertanto irrisolto rapporto padre-figlio, che \u00e8 motore e causa dell\u2019universale e arche-tipica ricerca delle proprie radici, delle proprie origini, ma anche \u201ctopos\u201d conflittuale nel quale si dispiega la doppia antinomia \u201clibert\u00e0\/necessit\u00e0\u201d e \u201cindividuo\/societ\u00e0\u201d. Il padre come fonte delle fondamentali norme che il soggetto, pur se obtorto collo, \u00e8 costretto ad accettare e condividere se vuole (anche se non vuole) essere membro sociale. Non tutti sono disponibili al sacrificio della propria identit\u00e0, non tutti si trasformano con consapevolezza e serenit\u00e0 in \u201cesseri sociali\u201d, accettando il posto che la collettivit\u00e0 ha loro destinato. C\u2019\u00e8 chi rimane sempre \u201cfuori posto\u201d, anche a cinquantanni, ed esibisce con ostinazione il proprio anti-conformismo e la propria a-socialit\u00e0. Questa resta pur sempre una marginalit\u00e0 di facciata, che si esprime sul piano della pura apparenza e dell\u2019esteriorit\u00e0, e che tuttavia consente all\u2019individuo di stringere un facile compromesso con la propria coscienza. \u00c8 il caso di Cheyenne, il protagonista del film magistralmene interpretato da Sean Penn, che si potrebbe descrivere con una battuta: \u201cvivo di rendita, vado tutti i giorni al centro commerciale, per\u00f2 non lavoro, mi vesto come mi pare, mi trucco come mi pare, posso permettermi il lusso di risultare antipatico alla maggioranza\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cheyenne \u00e8 un\u2019ex rock-star americana ritiratasi a vita privata a Dublino, citt\u00e0 del tutto \u201cfuori posto\u201d nell\u2019universo creato dal capitalismo globalizzato e globalizzante. \u00c8 sposato con una strana donna che di professione fa il vigile del fuoco. Anche lei \u00e8 fuori posto: \u00e8 estranea al mondo dello spettacolo e della musica pop e ha un\u2019unica, bizzarra amica.<br \/>\nCheyenne \u00e8 un ebreo errante, e non \u00e8 certo un caso che il suo nome rimandi ad un popolo pellerossa massacrato dalla civilt\u00e0 dei bianchi invasori. Crede, o almeno si illude, di aver trovato finalmente il luogo adatto in cui vivere. Il precario equilibrio raggiunto dal protagonista, sempre sull\u2019orlo dell\u2019ansia e della depressione, si spezza quando gli giunge una notizia dall\u2019altro capo dell\u2019oceano Atlantico: il padre, con cui Cheyenne non ha pi\u00f9 alcun rapporto da trent\u2019anni, sta per morire. \u00c8 in questo momento che inizia a svilupparsi il nucleo centrale del film, con il tardivo ritorno a New York (il padre \u00e8 ormai morto) e una scoperta decisiva: il padre, sopravvissuto ad Auschwitz e all\u2019Olocausto, si era messo sulle tracce del nazista che anni prima lo aveva umiliato durante la prigionia nel lager. La caccia si era interrotta all\u2019improvviso con la sua morte, proprio quando stava per giungere felicemente al termine. Cheyenne decide cos\u00ec di proseguire nella ricerca con lo scopo di punire l\u2019aguzzino nazista e rendere giustizia al padre. \u00c8 questa l\u2019occasione e la giustificazione di cui il protagonista ha bisogno per intraprendere un percorso parallelo, che sente di non poter pi\u00f9 rimandare: il viaggio alla ricerca delle proprie radici, cause e fonti degli uomini che siamo e che diventiamo negli anni, e al tempo stesso motivi che ci spingono ad andare avanti e a nutrire speranza nel futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cinepresa del regista segue Cheyenne nel suo peregrinare per l\u2019America pi\u00f9 profonda e sterminata, l\u2019America delle lunghe autostrade nel deserto, l\u2019America delle pianure solcate dai grandi fiumi, l\u2019America delle lunghe catene montuose. E come la cinepresa, anche la musica accompagna Cheyenne, ed \u00e8 la musica pop e insieme colta di David Byrne (che appare in un breve cameo nella parte di se stesso), cos\u00ec distante dalle note di Gabriel Faur\u00e9 che incorniciavano le tristi passeggiate mattutine di Andreotti-Servillo ne \u201cIl Divo\u201d. Ancora una volta la musica \u00e8 parte integrante e sostanziale di un film di Sorrentino, cos\u00ec come l\u2019impeccabile fotografia di Luca Bigazzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si conclude la ricerca del protagonista? Cheyenne scova la tana dove il vecchio nazista si nasconde per sfuggire alla caccia e&#8230;&#8230;..no! Non vi sveler\u00f2 come si conclude il film, \u00e8 pi\u00f9 gratificante vederlo personalmente. Vi dico solo che il \u201cposto\u201d non \u00e8 quello, n\u00e9 poteva esserlo.<br \/>\n<em>Francesco Sirleto\u00a0<\/em><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ultimo film del regista de \u201cIl Divo\u201d \u00e8 un viaggio attraverso l\u2019America alla ricerca delle radici<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":1241,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[19],"tags":[28,158,157,159],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1240"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1240"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1240\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1243,"href":"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1240\/revisions\/1243"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1241"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1240"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1240"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1240"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}