{"id":1245,"date":"2012-05-13T12:25:00","date_gmt":"2012-05-13T12:25:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/?p=1245"},"modified":"2012-05-13T12:25:00","modified_gmt":"2012-05-13T12:25:00","slug":"midnight-in-paris-sogno-e-creativita-nella-parigi-della-lost-generation","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/midnight-in-paris-sogno-e-creativita-nella-parigi-della-lost-generation\/","title":{"rendered":"&#8220;MIDNIGHT IN PARIS&#8221;: sogno e creativit\u00e0 nella Parigi della &#8216;lost generation&#8217;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/?attachment_id=1246\" rel=\"attachment wp-att-1246\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1246\" title=\"Midnight in Paris Movie\" src=\"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Midnight-in-Paris-Movie-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Midnight-in-Paris-Movie-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Midnight-in-Paris-Movie-290x193.jpg 290w, http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Midnight-in-Paris-Movie.jpg 447w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>In compagnia di Hemingway e di Fitzgerald. Il penultimo film di W. Allen fa riguadagnare al regista le posizioni perdute dopo Match Point<!--more--><\/em><em>\u201cUscii sul marciapiede e m\u2019incamminai verso il Boulevard Sant-Michel e, passando davanti ai tavolini della Rotonde, ancora affollati, guardai il Dome, sull\u2019altro lato della strada, dove i tavoli si spingevano sino al bordo del selciato. Qualcuno mi fece un cenno di saluto da un tavolino. Io non vidi chi era e proseguii. Avevo voglia di andare a casa. Il Boulevard Montparnasse era deserto \u2026\u201d\u00a0<\/em>(E. Hemingway, Fiesta).<\/p>\n<div id=\"yiv1276231350articolo\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cDa quando era a Parigi Abe North aveva addosso una lieve patina vinosa; aveva gli occhi iniettati di sangue per il sole e per il vino. Rosemary cap\u00ec per la prima volta che dappertutto si fermava a bere e si chiese cosa ne pensasse Mary North \u2026\u201d<\/em>\u00a0(F. S. Fitzgerald, Tenera \u00e8 la notte).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cMidnight in Paris\u201d \u00e8 il penultimo film girato dall\u2019ormai settantasettenne regista newyorkese W. Allen (l\u2019ultimo \u00e8 infatti \u201cTo Rome with love\u201d, da pochi giorni in programmazione nelle sale della Capitale); \u00e8 uscito in Italia il 2 dicembre del 2011, ma soltanto pochi giorni fa abbiamo finalmente trovato il tempo di visionare nel Cinecircolo Romano del San Leone Magno. Il ritardo, del tutto casuale, \u00e8 stato in qualche modo \u201cgiustificato\u201d ex-post da un nostro recente viaggio nella capitale francese per motivi di servizio. Un caso per\u00f2 baciato dalla fortuna, per averci dato l\u2019opportunit\u00e0 di confrontare le reali immagini ed atmosfere della \u201cVille Lumi\u00e8re\u201d, fissate nella memoria e cumulate a quelle dei precedenti viaggi, con quelle offerteci copiosamente dall\u2019opera del nostro Woody.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, dopo aver visto il film ed averne ricavato forti e durature emozioni e suggestioni, riteniamo doverosa un\u2019immediata pubblica autocritica. Eravamo infatti convinti che, dopo \u201cMatch Point\u201d (a nostro avviso il suo capolavoro), fosse incominciata la decadenza senile del regista da noi tra i pi\u00f9 amati e fedelmente seguiti, nel suo percorso, almeno dal 1969, dai tempi cio\u00e8 di \u201cPrendi i soldi e scappa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Testimonianza di questa incipiente decadenza ci era sembrato, senza ombra di dubbio, il bruttissimo \u201cVicki, Cristina, Barcelona\u201d, film in cui perfino un grande attore come Javier Bardem appariva penosamente come \u201cpesce fuor d\u2019acqua\u201d, quasi incapace di recitare con un minimo di dignit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza infamia e senza lode gli altri tre prodotti, a partire da \u201cScoop\u201d (2006), \u201cBasta che funzioni\u201d (2009) e, infine, \u201cIncontrerai l\u2019uomo dei tuoi sogni\u201d, appunto \u201cprodotti\u201d commerciali, ben poco assimilabili ai migliori film alleniani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con \u201cMidnight in Paris\u201d, invece, Woody ritorna ai suoi livelli pi\u00f9 elevati; non sar\u00e0 forse all\u2019altezza del gi\u00e0 menzionato \u201cMatch Point\u201d, ma \u00e8 ad esso abbastanza vicino. Ne siamo felici e soddisfatti. Allen ci d\u00e0, con questo film, la dimostrazione di come si possa amare e vivere una citt\u00e0 come Parigi, colta (con una magistrale fotografia) non soltanto nelle sue vedute e nei suoi monumenti ben noti all\u2019universo mondo, ma anche e soprattutto raccontandone il passato, e in particolare l\u2019epoca della \u201clost generation\u201d, vale a dire il periodo che va dalla fine della prima guerra mondiale al 1929.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 l\u2019epoca nella quale molti giovani e brillanti intellettuali americani scoprono e s\u2019impadroniscono della citt\u00e0, dei suoi bistrots, delle sue sale da ballo e dei suoi quartieri equivoci ed artistici; l\u2019epoca di Hemingway, di Scott Fitzgerald e di sua moglie Zelda, di Henry Miller, di Gertrude Stein, di Sylvia Beach e della sua libreria \u201cShakespeare and company\u201d, di T. S. Eliot, di Cole Porter, di Gershwin, ma anche dell\u2019\u201dAquila Solitaria\u201d Charles Lindberg e della sua trasvolata sull\u2019Atlantico. L\u2019epoca in cui la cultura americana, in tutte le sue componenti, si abbevera e si nutre, a Parigi (e dove, altrimenti?), dei migliori prodotti della cultura, della musica, delle arti figurative europee. L\u2019epoca nella quale, dopo l\u2019effimero dadaismo, nasce e mette solide e fertili radici il surrealismo, con Aragon e Breton, Dal\u00ec e Magritte, Tanguy e Man Ray, Bunuel e Vigo, un surrealismo che t! rova alimento nella filosofia di Bergson e nella psicanalisi di Freud.<\/p>\n<p id=\"yui_3_2_0_1_1336910529293205\" style=\"text-align: justify;\">Un\u2019epoca d\u2019oro, quindi? Sicuramente tale la intende il protagonista del film, lo sceneggiatore hollywoodiano Gil (alter ego molto ringiovanito di Allen), forse inspirato dalle sue molte letture giovanili. Gil, sebbene ben pagato dalle case di produzione per le quali opera, \u00e8 in realt\u00e0 insoddisfatto del suo lavoro: vorrebbe intraprendere la carriera di scrittore ed ha appena terminato la prima stesura del suo primo romanzo. Parigi lo strega con la sua magia e con le memorie cristallizzate nelle sue strade e dei suoi locali. Cos\u00ec gli capita che, notte dopo notte, allo scoccare della mezzanotte, egli si trovi \u201cper incantamento\u201d catapultato nella Parigi del 1925 e dintorni, dove incontra i suoi idoli e dove s\u2019innamora perfino di una delle molte bellissime e affascinanti donne che, in quell\u2019epoca, erano oggetto di desiderio e di contesa tra Hemingway, Picasso e molti altri artisti. Gil si ritrova, surrealisticamente, a viv! ere di giorno nell\u2019attualit\u00e0, di notte nel passato che egli venera e nel quale, \u00e8 evidente, vorrebbe aver vissuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine Gil comprende la lezione: \u00e8 la sua attuale professione di sceneggiatore che, non corrispondendo alle sue propensioni e alla sua creativit\u00e0 artistica, provoca in lui quell\u2019effetto di \u201cstraniamento\u201d, per sfuggire al quale sogna di immergersi nella sua mitica \u201cepoca d\u2019oro\u201d. Da qui la sua decisione: rompere con la fidanzata (un bell\u2019esempio di arrampicatrice sociale che sogna una grande villa a Beverly Hills, un bellissimo matrimonio con Gil, ma che non si fa alcuno scrupolo nel mettergli le corna con un pedante professore universitario, sedicente esperto d\u2019arte europea), non ritornare ad Hollywood, mettere radici a Parigi, innamorarsi di una giovane bouquiniste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La morale? Forse la seguente:contro la mercificazione totale, solo l\u2019arte e la creativit\u00e0 pu\u00f2 restituirci la nostra autentica essenza umana, la nostra libert\u00e0. Illusione? Pu\u00f2 darsi, ma il film \u00e8 molto bello e godibile, recitato magnificamente da bravissimi attori e diretto con altrettanta bravura e con tanto amore da un meraviglioso regista: si esce dalla sala conciliati con noi stessi e con il mondo.<br \/>\n<em>Francesco Sirleto\u00a0<\/em><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In compagnia di Hemingway e di Fitzgerald. Il penultimo film di W. 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