{"id":4897,"date":"2014-09-28T21:45:25","date_gmt":"2014-09-28T19:45:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/?p=4897"},"modified":"2014-10-04T18:58:51","modified_gmt":"2014-10-04T16:58:51","slug":"il-gigante-brasiliano-un-boccone-ghiotto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/il-gigante-brasiliano-un-boccone-ghiotto\/","title":{"rendered":"Il gigante brasiliano: un boccone ghiotto"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry-content clearfix\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/cambiailmondo.files.wordpress.com\/2014\/09\/dilma-marina.jpg?w=300&amp;h=204\" alt=\"Dilma-Marina\" width=\"406\" height=\"281\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Marco Consolo<\/strong> (<a href=\"http:\/\/marcoconsolo.altervista.org\/\" target=\"_blank\">http:\/\/marcoconsolo.altervista.org\/<\/a>)-In Ottobre si svolgono in America Latina tre importanti sfide elettorali. In Brasile (il 5), Bolivia (il 12), ed Uruguay (il 26) . Nel caso della Bolivia non c\u2019\u00e8 storia e, con una destra frammentata,\u00a0 i pronostici sono di gran lunga favorevoli alla rielezione di Evo Morales al primo turno. Per quanto riguarda l\u2019Uruguay i numeri dovrebbero favorire il Frente Amplio al governo, ma si teme per la maggioranza parlamentare.\u00a0 Ma su questi due Paesi torneremo in un prossimo articolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso della Repubblica Federale del Brasile, a pochi giorni dal voto, la situazione \u00e8 decisamente pi\u00f9 complicata. Si tratta della scadenza elettorale pi\u00f9 importante per il continente.\u00a0 Nella settima economia mondiale, c\u2019 \u00e8 in gioco non solo la continuit\u00e0 dell\u2019attuale governo di Dilma Roussef, che promette \u201cpi\u00f9 cambiamenti e pi\u00f9 futuro\u201d, ma anche il progetto di trasformazione iniziato nel 2002 con la vittoria di Lula. Ma il risultato elettorale avr\u00e0 un impatto decisivo anche al di l\u00e0 della frontiera, a cominciare dal processo di integrazione dell\u2019America Latina e dei Caraibi, ed il rafforzamento dell\u2019alleanza tra Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa, i cosiddetti BRICS, per la costruzione di un mondo multi-polare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come nel caso delle ultime elezioni in Cile, anche qui sono due donne a battersi con possibilit\u00e0 concrete per la presidenza del Paese-continente, con circa 200 milioni di abitanti. Anche nel gigante brasiliano sono due progetti-Paese che si scontrano nelle urne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da una parte <strong>Dilma Roussef<\/strong>,\u00a0 la prima donna Presidente del Brasile, l\u2019erede di Lula che cerca la rielezione come candidata del Partito dei Lavoratori (PT), un partito le cui\u00a0 radici affondano negli anni delle lotte contro la dittatura civico-militare (1964 \u2013 1984) e nelle battaglie sindacali di quel periodo. Dalla fine della sanguinosa dittatura, ci vollero 18 anni di transizione delle \u201cdemocra-dure\u201d neo-liberiste, perch\u00e8 l\u2019operaio e sindacalista metalmeccanico Lula vincesse le elezioni per la prima volta. E dal 2002 il PT \u00e8 alla guida della variegata e contraddittoria coalizione di governo in cui detiene importanti ministeri, spesso sotto ricatto di una spuria maggioranza parlamentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contro di lei\u00a0 <strong>Marina Silva<\/strong>, ex-ministra dell\u2019Ambiente di Lula. Militante del PT per pi\u00f9 di 20 anni, ne usc\u00ec sbattendo la porta per contraddizioni insanabili. Nel 2010 si presenta con il Partito verde ottenendo il 19%, un buon risultato con quasi 20 milioni di voti, che per\u00f2 non le bastano per vincere. In seguito d\u00e0 vita ad un proprio movimento, la \u201cRete della sostenibilit\u00e0\u201d,\u00a0 che fino a poco tempo fa\u00a0 godeva di scarso appoggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scenario \u00e8 cambiato radicalmente a partire dallo strano incidente aereo in cui \u00e8 scomparso <strong>Eduardo Campos<\/strong>, allora candidato del Partito Socialista Brasiliano (PSB), fino a quel momento solo terzo nei sondaggi con il 9% (contro il 36% di Dilma). E Silva era la sua Vice, grazie all\u2019accordo elettorale con il PSB.\u00a0 Ma dopo\u00a0 l\u2019 incidente, e anche grazie all\u2019\u201deffetto tragedia\u201d,\u00a0 Marina Silva diventa la candidata alla presidenza del PSB. Oggi \u00e8\u00a0 seconda nei sondaggi e minaccia un testa a testa con Dilma in un probabile secondo turno elettorale il 26 ottobre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A molta distanza appare il terzo candidato, il senatore <strong>Aecio Neves<\/strong> del Partido della Socialdemocrazia Brasiliana (PSDB), erede politico dell\u2019ex-presidente Fernando Henrique Cardoso (1995-2002) e dei suoi governi neo-liberali. Un periodo ricordato per il disordine nei conti pubblici, i tassi di interesse stratosferici, l\u2019inflazione a due numeri, i tentativi di privatizzare l\u2019educazione lasciando fuori i poveri dalle universit\u00e0. Un Paese in s-vendita, sottomesso ai diktat del Fondo Monetario Internazionale. Ma fino all\u2019incidente aereo di Campos, i pronostici davano il candidato del PSDB al secondo posto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo l\u2019incidente e la scomparsa di Campos, e soprattutto dopo gli ultimi sondaggi che vedevano Marina Silva in crescita, la preoccupata sinistra si\u00a0 \u00e8 iniziata a mobilitare con pi\u00f9 forza. In particolare il Partito Comunista del Brasile (PCdoB), interno alla coalizione fin dal primo governo Lula (con l\u2019importante dicastero dello Sport), cos\u00ec come il PT.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi sta facendo una attivissima campagna elettorale \u00e8 l\u2019 ex-presidente Lula che gira in lungo e largo il Paese, d\u00e0 interviste quotidiane, e insiste sulla necessit\u00e0 di una \u201criforma politica\u201d, cavallo di battaglia della sinistra al governo. Una riforma basata innanzitutto sulla proibizione del finanziamento privato alla campagna elettorale dei partiti, \u201cun delitto che non deve ammettere la possibilit\u00e0 di cauzione\u201d. \u201cSe bisogna radicalizzare, dobbiamo partire dalla moralizzazione della politica nel nostro Paese\u201d ha detto Lula. \u201cCi vuole un referendum per approvare una Costituente\u201d ha continuato, \u201cma i deputati che votano la riforma politica non possono essere candidati alle prossime elezioni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA SORPRESA SILVA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la sconfitta del 2010, oggi Marina Silva ci prova di nuovo. Ex-ambientalista, evangelica, contraria all\u2019aborto ed al matrimonio omosessuale,\u00a0 sostiene a spada tratta l\u2019assioma delle destre riguardo all\u2019indipendenza della Banca Centrale. Cos\u00ec come la riduzione del ruolo delle banche pubbliche, un cambiamento nella politica estera, la revisione delle regole per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi del \u201cPr\u00e9-sal\u201d, scoperti da poco.\u00a0\u00a0 Il buon risultato del 2010, era dovuto anche al suo innegabile carisma, c\u2019\u00e8 chi dice quasi \u201cmessianico\u201d. Per qualcuno appare quasi come una \u201csalvezza\u201d e grazie alla sua appartenenza ad una delle Chiese evangeliche pi\u00f9 conservatrici del Paese\u00a0 (l\u2019Assemblea di Dio), pu\u00f2 contare con l\u2019appoggio di vasti settori religiosi che hanno una grande influenza in Brasile. E che hanno a disposizione un loro canale Tv che compete in ascolti direttamente con il gigante Tv Rete Globo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>DIMMI CON CHI VAI\u2026\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla testa della campagna presidenziale della sfidante Silva, c\u2019\u00e8 la sua amica Maria Alice Set\u00fabal, esponente di spicco della familia che ha fondato e controlla la Banca Ita\u00fa,\u00a0 la pi\u00f9 grande banca privata del Paese, con una forte presenza in molti Paesi latino-americani.<br \/>\nSet\u00fabal, che Silva chiama affettuosamente con il suo nomignolo \u201cNeca\u201d, ha dichiarato di avere ricevuto \u201cdiverse telefonate di imprenditori\u201d\u00a0 che hanno offerto denaro, e che un gruppo di economisti del settore finanziario appoggiano la campagna di Silva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Set\u00fabal cerca di vendere l\u2019idea di una candidata per una \u201cnuova politica\u201d, con \u201cun\u2019idea pi\u00f9 femminile del potere\u201d lontano dallo \u201cstile burocratico di Dilma\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma nonostante l\u2019appoggio della poderosa Banca Ita\u00fa, Silva sa bene che ha bisogno di ampliare la sua base elettorale per poter vincere le elezioni del prossimo 5 ottobre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Manda cos\u00ec segnali di distensione sia al PT che al PSDB, i due principali partiti brasiliani. E lo fa per bocca del suo \u201cguru\u201d economico, Eduardo Giannetti da Fonseca. Ex direttore dei rapporti internazionali della potente Federazione Industriale di Sao Paulo, Giannetti da Fonseca sostiene con forza i tagli alla spesa pubblica. Per farlo, \u201cci piacerebbe molto portare nel governo gli eccellenti tecnici che ci sono nel PT en el PSDB, perch\u00e8 la nostra idea \u00e8 quella di governare con i migliori uomini della pol\u00edtica e della gestione\u201d\u00a0 ha detto recentemente Giannetti. Insomma, un \u201cgoverno tecnico\u201d con chi ci sta, per superare le divisioni della politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I MOVIMENTI ALLA PROVA DEL VOTO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, il governo sta chiamando a discutere i movimenti sociali, le piattaforme programmatiche, le ONG, le reti organizzate, cosa che non avveniva nella prima met\u00e0 dell\u2019anno. E con qualche resistenza iniziano ad esprimere l\u2019appoggio, seppur critico, alla rielezione di Dilma. Sul versante sindacale, \u00e8 il caso della storica centrale CUT, ma anche dell\u2019altra organizzazione dei lavoratori, la CTB vicina al PCdoB, (con una qualificata presenza nelle fabbriche FIAT).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche il \u201cMovimento Sem Terra\u201d (MST) e il \u201cMovimento dei Senza Tetto\u201d giustamente gelosi della propria autonomia, dopo una fase attendista, oggi stanno chiamando ad appoggiare Dilma. Sono movimenti che non hanno nessuna simpatia per Marina Silva, anche se paradossalmente lo scomparso Campos, come governatore dello Stato di Pernambuco, appoggiava il MST.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E dallo scorso Giugno, la Presidente Roussef con un decreto ha aperto lo spazio alla presenza dei movimenti ed al dialogo con il\u00a0 governo, un decreto accolto favorevolmente dai movimenti pi\u00f9 dinamici.\u00a0 Una apertura che, viceversa,\u00a0 ha prodotto la sollevazione dell\u2019opposizione che l\u2019ha accusata di essere \u201cpro-chavista\u201d, \u201cneo-comunista\u201d, \u201cbolivariana\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c\u2019\u00e8 dubbio che negli ultimi 12 anni, i governi di Lula e Dilma hanno portato avanti importante riforme sociali che hanno fatto uscire dalla povert\u00e0 quasi\u00a0 40 milioni di brasiliani, aumentato l\u2019occupazione e i salari, migliorato l\u2019offerta e la qualit\u00e0 dei servizi pubblici, ampliato la democrazia. Nonostante le accuse di assistenzialismo, si mantiene tra gli altri l\u2019importante programma \u201cBolsa familia\u201d, un sussidio a sostegno delle fasce piu povere e lo Stato continua ad essere soggetto importante di investimenti pubblici a tutto campo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non basta. Una volta ottenuta una certa sicurezza, la nuova \u201cclasse media\u201d vuole di pi\u00f9, mentre quella tradizionale guarda con sospetto\u00a0 i \u201cnuovi arrivati\u201d che chiedono una piu amplia\u00a0 re-distribuzione della ricchezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi Dilma cerca un secondo mandato, e cerca di sintonizzarsi con il sentimento popolare espresso in particolare nelle giornate di mobilitazione dello scorso giugno, che hanno visto la presenza massiccia di giovani nelle piazze del Paese, alla ricerca di visibilit\u00e0 internazionale grazie ai mondiali di calcio.\u00a0 Oltre alla qualit\u00e0 ed al prezzo dei trasporti, al governo Dilma si chiede tra l\u2019altro di approfondire le politiche sociali, una crescita economica inclusiva e sostenibile, la garanzia di accesso all\u2019educazione di qualit\u00e0 come grande motore di trasformazione, una riforma agraria che ponga al centro i bisogni dei contadini senza terra e la sovranit\u00e0 alimentare e non gli interessi dei latifondisti e dell\u2019\u201dagro-business\u201d. \u00a0Si chiede si cambiare la rotta di un \u201cmodello di estrattivismo selvaggio\u201d che provoca ingenti danni ambientali ed alla salute e che in molti casi si scontra apertamente con i diritti dei popoli originari sulle loro terre, non ancora completamente demarcate e legalizzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla carta, il programma del PT propone \u201cun nuovo ciclo storico\u201d che passa per la Riforma pol\u00edtica, federativa, del sistema tribut\u00e1rio, la riforma urbana e dei servizi pubblici (in particolare salute, sicurezza e risanamento urbano). I grandi movimenti sociali non fanno sconti e chiedono di rendere concreti i cambiamenti, per approfondire la democrazia, il benessere sociale, la sovranit\u00e0 sulle risorse nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E IL PROGRAMMA ?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel che \u00e8 certo \u00e8 che il dibattito \u00e8 ancora polarizzato sulle persone, e poco sui diversi programmi, sul modello economico e la visione di societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul versante economico, la contrazione della domanda cinese (primo partner commerciale del Brasile) ha rallentato la crescita, mentre alcuni economisti sostengono la tesi della \u201crecessione tecnica\u201d\u00a0 in base ai risultati negativi degli ultimi due trimestri. Altri parlano di \u201cstagnazione provvisoria\u201d, come risultato dei recenti Mondiali di calcio. Durante le partite molti settori si sono praticamente fermati e quando giocava la nazionale brasiliana le festivit\u00e0 hanno fatto cadere ulteriormente la produttivit\u00e0. Sono dati da relativizzare, anche se l\u2019opposizione cerca di utilizzarli a suo favore per sostenere la tesi di una crisi profonda di cui l\u2019unico responsabile \u00e8 il governo che bisogna mandare a casa. Il dato concreto \u00e8 che la popolazione sta affrontando un aumento dei prezzi dei prodotti della canasta familiare, in una spirale di cui non si vede ancora la fine. C\u2019\u00e8 insoddisfazione in alcuni settori poveri della societ\u00e0, con una critica ed un rifiuto crescente verso il governo, ma ancora non ci sono proposte alternative. In alcuni casi di corruzione nello stesso governo (relativamente meno del passato), si \u00e8 lasciata agire la giustizia, senza che i dirigenti spiegassero diffusamente le misure da prendere, perch\u00e8 non si ripetessero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 poi un tema che conosciamo bene, quello della \u201cmemoria corta\u201d o della \u201cmancanza di memoria\u201d <i>tout court<\/i> di alcuni settori. Ci si dimentica dei miglioramenti sostanziali negli ultimi 12 anni per quanto riguarda la casa, l\u2019educazione, la salute. Non si parla della ridistribuzione dell\u2019ingresso che ha favorito chi aveva meno. E\u2019 mancata una azione pedag\u00f3gica, di comunicazione di massa, con l\u2019aggravante che Dilma non ha lo stesso carisma di Lula nei confronti dei settori poveri della popolazione. E dopo 12 anni di governo, si inizia a sentire un certo logor\u00eco della \u00a0capacit\u00e0 propositiva del governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In campo internazionale, pur tra mille contraddizioni, il gigante Brasile ha difeso la sovranit\u00e0 nazionale ed ha avuto un ruolo chiave sullo scacchiere mondiale. Nel continente \u00e8 il riferimento obbligato per i piani di integrazione regionale che non possono prescindere dal suo ruolo di potenza, anche rispetto ai Paesi BRICS, le principali potenze emergenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viceversa Marina Silva, ha dichiarata la volont\u00e0 di riavvicinarsi agli Stati Uniti, e di avere un ruolo pi\u00f9 attivo nella \u201cAlleanza del Pacifico\u201d, la vera e propria spina nel fianco dell\u2019integrazione continentale, vista come il fumo negli occhi dai governi progressisti dell\u2019area.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per molti settori dell\u2019opposizione, ossessionati dai tre mandati successivi,\u00a0 non importa chi vinca, l\u2019importante \u00e8 disfarsi di questo governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL PARTITO DEI MASS-MEDIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ancora una volta, di fronte alla <em>d\u00e9b\u00e2cle<\/em> dei partiti della destra tradizionale, anche in Brasile come nel resto del continente, sono i grandi mezzi di comunicazione di massa che si sono trasformati in veri e propri partiti di opposizione. Tradizionalmente il \u201cquarto potere\u201d, oggi i <i>media<\/i> hanno fatto un salto di categoria e sono chiaramente uno dei fattori centrali del potere, con il compito di costruire la \u201crealt\u00e0\u201d politica e ideologica su scala planetaria.\u00a0 Lo fanno, tra l\u2019altro, omettendo le informazioni, distorcendole con obiettivi elettorali ed ideologici, quando non mentono spudoratamente. In Brasile si \u00e8 visto chiaramente in occasione dei Mondiali di calcio con una campagna totalmente negativa, che scommetteva sull\u2019incapacit\u00e0 del governo di realizzare l\u2019evento sportivo. Lo si \u00e8 visto anche in occasione delle mobilitazioni dello scorso giugno, attaccate all\u2019inizio come \u201cmanifestazioni di vandali e teppisti\u201d, per poi passare rapidamente all\u2019appoggio aperto, cercando di cavalcarli, di influenzarne l\u2019agenda in funzione anti-governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E nei tre mandati a disposizione, il governo non ha avuto il coraggio di affrontare la grande riforma del settore della comunicazione, per rompere i \u201clatifondi mediatici\u201d e cambiare le regole, come fatto in altri Paesi latino-americani (tra gli altri Argentina, Venezuela, Ecuador).\u00a0 Oggi i grandi \u201cgruppi mediatici\u201d, i \u201ccolonnelli elettronici\u201d brasiliani sono tutti all\u2019opposizione e sparano ad alzo zero contro Dilma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso tempo, l\u2019uragano politico provocato dalla carismatica evangelica, \u00e8 visto con prudenza da diversi analisti, dato che Silva non dispone di una consistente struttura di partito per governare e che fino ad oggi l\u2019unico appoggio chiaro \u00e8 quello espresso dal settore finanziario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli scampoli di questa campagna elettorale, gli \u201cspin doctors\u201d sono freneticamente al lavoro per disegnare una strategia di immagine vincente, almeno al secondo turno.<\/p>\n<\/div>\n<footer class=\"entry-meta\"><\/footer>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; di Marco Consolo (http:\/\/marcoconsolo.altervista.org\/)-In Ottobre si svolgono in America Latina tre importanti sfide elettorali. 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Ma il risultato elettorale avr\u00e0 un impatto decisivo anche al di l\u00e0 della frontiera, a cominciare dal processo di integrazione dell\u2019America Latina e dei Caraibi, ed il rafforzamento dell\u2019alleanza tra Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa, i cosiddetti BRICS, per la costruzione di un mondo multi-polare. 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