{"id":6143,"date":"2019-02-06T13:11:59","date_gmt":"2019-02-06T12:11:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/?p=6143"},"modified":"2019-05-31T22:54:49","modified_gmt":"2019-05-31T20:54:49","slug":"venezuela-un-boomerang","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/venezuela-un-boomerang\/","title":{"rendered":"VENEZUELA: UN BOOMERANG?"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-6137 alignright\" src=\"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/01-caracas-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"324\" height=\"216\" srcset=\"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/01-caracas-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/01-caracas-290x193.jpg 290w, http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/01-caracas-768x512.jpg 768w, http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/01-caracas-1024x683.jpg 1024w, http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/01-caracas-600x400.jpg 600w, http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/01-caracas.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 324px) 100vw, 324px\" \/>I POPOLI DEL VENEZUELA E DEL MONDO, ASSIEME A QUELLO DEGLI USA PRONTI A SCONFIGGERE LA PROVOCAZIONE IMPERIALISTA!<\/p>\n<p>Sabato 2 febbraio, le masse bolivariane hanno confermato nelle strade di Caracas la loro completa adesione allo stato rivoluzionario venezuelano. Se il governo Maduro \u00e8 riuscito ad arrivare fin qui saldo nel potere e garantendo le principali conquiste sociali raggiunte, malgrado la guerra economica e politica lanciata unilateralmente dagli USA, \u00e8 appunto perch\u00e9 l\u2019appoggio popolare alla sua gestione non \u00e8 mai venuto a meno. Tiene salda l\u2019unit\u00e0 tra popolo e leadership, tra popolo e prospettiva socialista. Gli USA, l\u2019oligarchia locale e latino-americana, i gruppi dirigenti delle corporazioni, hanno provato a rompere questo forte legame sociale, e hanno fallito. Non solo, si rafforza invece la fiducia delle forze armate che appoggiano con impegno sia lo stato rivoluzionario che la prospettiva socialista. Questo ennesimo tentativo golpista, dopo quindici anni di blocco e provocazioni economiche di ogni tipo, di guerra mediatica e guerreggiata, con le scorribande di squadracce che seminano terrore e morte, sembra ormai incamminarsi verso la stessa fine.<\/p>\n<p>Ci troviamo davanti alla pi\u00f9 buffa rappresentazione di un colpo di stato nella storia latino-americana, un idiota si autoproclama \u201cpresidente interino\u201d e le grandi potenze \u201cdemocratiche\u201d lo appoggiano pubblicamente al punto di invadere il Venezuela se necessario per imporlo! E non poteva essere altrimenti, l\u2019imperialismo prepara la guerra al paese di Bolivar, nelle peggiori condizioni della storia. Oltre alla ferrea resistenza di un popolo consapevole, Trump farebbe bene in considerare che questa volta lo scenario di guerra \u00e8 alle porte di casa propria e non distante migliaia di chilometri, come gli scenari attuali. Quindi il movimento pacifista nordamericano si far\u00e0 sentire di pi\u00f9, come l\u2019ha fatto nelle recenti elezioni al congresso dove ha espresso una forte inclinazione antimperialista e di sinistra. Lo stesso Bernie Sanders si \u00e8 pronunciato a favore di Maduro. L\u2019armata USA dovr\u00e0 essere attenta al reclamo popolare del proprio paese. Inoltre, si tratta di soldati appena rientrati sconfitti dalla Siria, falliti nel tentativo di scacciare Assad e Kamenei e di \u201cristabilire la democrazia\u201d dopo anni di una guerra contro terroristi assemblati e armati dal loro governo e dai suoi alleati.<\/p>\n<p>GUAIDO\u2019 NON E\u2019STATO VOTATO DAL POPOLO E NON LO VUOLE NESSUNO<\/p>\n<p>E non va meglio nel mondo! Nelle Nazioni Unite (assemblea generale e consiglio di sicurezza senza veto alcuno) e nella OSA non passa la direttiva USA in favore di Guaid\u00f2. Inoltre, la Unione Europea \u00e8 bloccata dalla mancanza di unanimit\u00e0 perch\u00e9 sono contrari Italia, Portogallo, Austria e Grecia. Mogherini e Tajani bleffano e danno ultimatum, poco dopo mettono la retromarcia fino a proporre il \u201cgruppo di contatto\u201d dietro la proposta di Messico e Uruguay; devono fare il conto di alcune perplessit\u00e0 nelle proprie file, anche della stessa Merkel. Siccome tutte le guerre in corso hanno provocato modifiche importanti nella ripartizione dei domini per il mondo, le potenze perdenti cominciano a farsi due conti per capire cosa possono realizzare di questa partita con Maduro. Il diretto beneficiario pare essere Trump, Guaid\u00f2 gli ha gi\u00e0 promesso il 50% della produzione di greggio. Figuriamoci quanto entusiasmo tra gli altri alleati.<\/p>\n<p>L\u2019opposizione di Russia, Cina, Turchia e, in America Latina, Messico, Bolivia e Uruguay ci dicono dell\u2019isolamento internazionale degli USA e della possibilit\u00e0 certa di una estensione del conflitto. Non sar\u00e0 ragionevolmente possibile circoscrivere il teatro della guerra e, men che meno, chiuderlo in tempi rapidi. Un area immensa coinvolta, tutta l\u2019America Latina forse, e tempi lunghi faranno ripensare a pi\u00f9 di uno. E\u2019 quindi prevedibile il protrarsi di una crisi che colpir\u00e0 prevalentemente Trump e i regimi di destra in America Latina, con ripercussioni anche in Europa. A maggio si vota per il parlamento europeo, poco dopo si voter\u00e0 in Argentina, in questo scenario di scontro. In Europa, Teresa May \u00e8 in minoranza e in seria difficolt\u00e0 per uscire dall\u2019UE, col riconoscimento di Guaid\u00f2 si espone alla avanzata dei laboristi, con Corbyn contrario alla guerra in Venezuela. Macron fa il bullo con Maduro quando \u00e8 in affanno davanti alla continuit\u00e0 dei \u201cgilet gialli\u201d; non risulta certo credibile quando da dell\u2019usurpatore a Maduro. Il suo \u201crispetto dei diritti umani\u201d \u00e8 zero, nelle sfide dei sabati ha gi\u00e0 provocato una ventina di morti, migliaia di feriti e altrettanti in prigione e Daspo a go\u2019 go\u2019.<\/p>\n<p>L\u2019Italia non riconosce Guaid\u00f2, come conseguenza della disputa tra le compagine del governo del \u201ccambiamento\u201d. Il M5S deve recuperare il vantaggio che si \u00e8 preso la Lega di Salvini, soprattutto in vista delle europee. Quindi si scontrano su alcuni punti \u201cdi sinistrra\u201d: No Tav, No Guaid\u00f2, fuori i soldati dell\u2019Afganistan e tengono Salvini al suo posto sotto la minaccia di togliergli li immunit\u00e0 al senato. Questo atteggiamento italiano complica la necessaria centralizzazione delle grandi potenze, perci\u00f2 arriva puntuale il monito \u201csevero\u201d da Mattarella. Come Napolitano ai tempi della Libia, garanti della costituzione o garanti della Nato?<\/p>\n<p>Guaid\u00f2 \u00e8 un buffone ma \u00e8 l\u2019unico appoggio su cui possono contare i reazionari in Venezuela. Alla destra brasiliana gli \u00e8 andata bene con Bolsonaro ma perch\u00e9 l\u2019hanno rinchiuso in una clinica e la campagna \u00e8 stata svolte da una macchina costosissima ma pi\u00f9 efficace, che operava tra i social, big data e impediva di candidarsi a Lula. Con idioti come questi si pu\u00f2 fare una campagna elettorale, magari vincerla, ma sar\u00e0 difficile affidarli un colpo di stato importato interamente dall\u2019estero e contro un popolo e forze armate molto motivati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-6138 alignleft\" src=\"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/02-caracas-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"284\" height=\"189\" srcset=\"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/02-caracas-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/02-caracas-290x193.jpg 290w, http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/02-caracas-768x512.jpg 768w, http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/02-caracas-600x400.jpg 600w, http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/02-caracas.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 284px) 100vw, 284px\" \/>GLI USA NON VANNO SOLO PER IL PETROLIO<\/p>\n<p>Certo \u00e8 che tra gli interessi pi\u00f9 importanti che muovono gli Stati Uniti contro il Venezuela bolivariano sono le sue risorse naturali, che le sono state strappate dal momento che il chavismo giunse al potere negli anni 90. La pi\u00f9 grande riserva di greggio, ricchi giacimenti di oro, colt\u00e0n e altri materiali preziosi. Tutto di grande interesse per le multinazionali, per le grandi potenze e una forte boccata di ossigeno a una economia ferma e indebitata come quella americana che deve fare rocorso \u00a0allo shout down, ai dazi, ecc. Da quindici anni, gli USA, stanno mettendo in seria difficolt\u00e0 il governo di Maduro mediante sanzioni, blocco degli scambi commerciali, ostacolando i conti bancari all\u2019estero e le riserve in oro. La guerra economica mette in seria difficolt\u00e0 l\u2019economia venezuelana perch\u00e9 colpisce proprio il suo tallone di Achille: la forte dipendenza dall\u2019estero sia per la commercializzazione del greggio prodotto che sia per l\u2019importazione di ogni tipo di prodotto. Perch\u00e9 allora questa accelerata contro Maduro adesso? Perch\u00e9 non aspettare che la \u201ccrisi\u201d economica facesse il suo corso, provocando pi\u00f9 sfiducia e delusione?<\/p>\n<p>Da un lato, la rete sociale costruita dal chavismo nel paese in tutti questi anni tiene e la destra resta confinata alle <em>riserve indiane<\/em> delle grandi citt\u00e0. I lavoratori, le masse bolivariane, non solo mantengono il forte legame con la propria leadership ma hanno tessuto una struttura dal basso solidale, di controllo e partecipazione che mitiga le conseguenze del boicottaggio internazionale. L\u2019organizzazione territoriale, nei quartieri popolari, ha fatto passi importanti mediante i consigli comunali e di distribuzione e controllo (CLAP). Si \u00e8 tessuta una rete che coinvolge i principali centri produttivi, con oltre millecinquecento imprese statalizzate, attraverso il controllo operaio e popolare di produzione e distribuzione. Una milizia popolare attiva e coordinata con le forze armate sta ottenendo buoni risultati nella lotta alla speculazione e corruzione. Quindi, finora, il blocco al Venezuela non ha prodotto grandi sconvolgimenti sociali interni e le forze armate sono in prima fila nella difesa di Maduro.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza chavista \u00e8 servita di esempio ai popoli e ai movimenti rivoluzionari di tutto il mondo. Passata la stagione delle sconfitte, il crollo dell\u2019Urss, del \u201ccampo socialista\u201d dell\u2019est europeo e dei grandi partiti comunisti, la sfida di Hugo Chavez ha rimesso al centro la questione della trasformazione anticapitalista, antimperialista e socialista. In quella regione del mondo, la permanente resistenza di Cuba assieme alla rivoluzione bolivariana sono state alla base della commozione sociale che coinvolse tutta l\u2019America Latina, i principali paese, durante gli ultimi venti anni.<\/p>\n<p>Anche se adesso in Argentina e Brasile per il momento non se respira la stessa atmosfera, risultato della combinazione di errori importanti commessi dai rispettivi precedenti governi e di operazioni basate sul controllo assoluto dei mass media, della rete, etc. Leaders progressisti importanti sono stati oggetto di campagne persecutorie, infamanti e di condanne costruite ad arte. Fiumi di soldi sono arrivate a organismi \u201cnon governativi\u201d e lobbies che hanno stimolato \u201crivoluzioni colorate\u201d con cui hanno fatto fuori Zelaya, Lugo, Dilma o perseguitati altri quali Cristina Fernandez, Lula e Milagro Sala. Senza risparmiarsi le forme pi\u00f9 apertamente terroristiche, come in Colombia dove centinaia e centinaia di dirigenti sociali e sindacali sono stati assassinati dalle formazioni paramilitari.<\/p>\n<p>MACRI, BOLSONARO: SCONFITTE TRANSITORIE IN AMERICA LATINA<\/p>\n<p>Con l\u2019arrivo di Bolsonaro al governo, con tutta la sua carica reazionaria, su propaganda para-fascista e anticomunista, si pensava che era finalmente chiusa la stagione di progresso rivoluzionario dell\u2019America Latina. Con le dovute diversit\u00e0 il sud del continente \u00e8 stato un laboratorio diffuso di esperienze democratiche e partecipative, di rotture nette con la dipendenza finanziaria e economica delle banche internazionali, un avanzamento importante del ruolo dello stato e la pianificazione nella economia dei singoli paesi e delle piattaforme di integrazione e di mutuo soccorso create (Alba, Unasur, Celac ecc). Il risultato \u00e8 stato sorprendente. Milioni di persone sono usciti dall\u2019arretratezza e dall\u2019obblio a cui erano condannati a vita dalle oligarchie, hanno avuto accesso a l\u2019istruzione (totalmente eliminato l\u2019analfabetismo), alla salute (malattie e condizioni derivate dalla povert\u00e0 sono state ridotte al minimo storico con l\u2019impegno generoso di Cuba socialista), al cibo (il programma fame zero di Lula ha coinvolto milioni di persone ed \u00e8 stato un successo), alla casa (il governo Maduro consegna l\u2019abitazione a due milioni e mezzo di persone). Inoltre, i popoli originari hanno avuto diritto di parola, di partecipazione mai avuti in tutta la loro esistenza.<\/p>\n<p>Tutte queste trasformazioni hanno fatto crescere la cultura sociale, politica e la creativit\u00e0 dei popoli dell\u2019America Latina; di tutti i popoli, anche di quelli non direttamente coinvolti. E\u2019 cosi che il popolo messicano al momento di votare non si \u00e8 fatto impressionare dalle minacce di Bolsonaro e Trump, e con forza ha sostenuto Lopez Obrador, stimolandolo ad andare avanti. Appena insediato, AMLO intraprende una campagna determinata contro la corruzione, tagliando stipendi d\u2019oro e affrontando seriamente le ruberie negli oleodotti. Il programma ancora moderato e riformista di Morena, in campagna elettorale, si fa pi\u00f9 avanzato nella sfera internazionale. Si insedia in mezzo all\u2019aggravarsi dell\u2019aggressione imperialista al Venezuela, forse sarebbe stata comprensibile una certa prudenza del neopresidente, invece invita Maduro, insieme a Evo e Rodriguez Canel, alla cerimonia di insediamento. E, subito dopo, l\u2019atteggiamento messicano (\u201ci problemi venezuelani vanno risolti dagli stessi venezuelani\u201d) \u00e8 stato decisivo nel contrastare la pretesa yankee di coinvolgere l\u2019OSA e l\u2019ONU nei piani golpisti. Il voto del Messico ha dato fiducia ai paesi piccoli, dall\u2019Uruguay ai paesi dei Caraibi, CARICOM, e del resto del mondo.<\/p>\n<p>La scesa in campo di Lopez Obrador ha convinto Trump e il vertice reazionario nordamericano che era l\u2019ora di intervenire. La rivoluzione bolivariana e il socialismo del XXI secolo si sono dimostrati assai contagiosi tra i popoli dell\u2019America Latina. Macri, Bolsonaro e il gruppo di Lima sono ostacoli transitori, non sono stati capaci di fermare la diffusione dello spirito rivoluzionario tra le masse. Esse hanno vissuto intensamente tutti questi anni e hanno imparato tantissimo e stimoleranno i grandi movimenti, i sindacati e i partiti a una riflessione seria volta a correggere errori e mancanze e una campagna di ripresa di iniziativa politica e sociale chiaramente antimperialista e socialista, con maggiore partecipazione e coinvolgimento dei lavoratori e una pi\u00f9 audace integrazione tra popoli e paesi secondo i propri bisogni, secondo le proprie capacit\u00e0.<\/p>\n<p>Resta isolato il tentativo golpista USA. Perfino il Papa mette in luce la ipocrisia capitalista quando durante l\u2019Angelus domenicale denuncia la situazione in Yemen. La falsificazione mediatica lascia nell\u2019oscurit\u00e0 una condizione sociale e di vita ben peggiore di quella del Venezuela, per cui invece chiede e grida di intervenire.<\/p>\n<p>Solidariet\u00e0 piena con il popolo e il governo venezuelano!<\/p>\n<p>Gi\u00f9 le mani del mondo capitalistico dallo Stato rivoluzionario bolivariano!<\/p>\n<p>Brigate internazionali per smontare la campagna denigratoria contro la patria di Chavez!<\/p>\n<p>Pieno sostegno al piano di pace di Messico e l\u2019Uruguay!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I POPOLI DEL VENEZUELA E DEL MONDO, ASSIEME A QUELLO DEGLI USA PRONTI A SCONFIGGERE LA PROVOCAZIONE IMPERIALISTA! Sabato 2 febbraio, le masse bolivariane hanno confermato nelle strade di Caracas la loro completa adesione allo stato rivoluzionario venezuelano. Se il governo Maduro \u00e8 riuscito ad arrivare fin qui saldo nel potere e garantendo le principali conquiste sociali raggiunte, malgrado la guerra economica e politica lanciata unilateralmente dagli USA, \u00e8 appunto perch\u00e9 l\u2019appoggio popolare alla sua gestione non \u00e8 mai venuto a meno. Tiene salda l\u2019unit\u00e0 tra popolo e leadership, tra popolo e prospettiva socialista. Gli USA, l\u2019oligarchia locale e latino-americana, i gruppi dirigenti delle corporazioni, hanno provato a rompere questo forte legame sociale, e hanno fallito. Non solo, si rafforza invece la fiducia delle forze armate che appoggiano con impegno sia lo stato rivoluzionario che la prospettiva socialista. Questo ennesimo tentativo golpista, dopo quindici anni di blocco e provocazioni economiche di ogni tipo, di guerra mediatica e guerreggiata, con le scorribande di squadracce che seminano terrore e morte, sembra ormai incamminarsi verso la stessa fine. 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