{"id":647,"date":"2012-04-05T23:38:14","date_gmt":"2012-04-05T23:38:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/?p=647"},"modified":"2012-05-14T20:27:25","modified_gmt":"2012-05-14T20:27:25","slug":"ricordo-di-rosario-bentivegna-partigiano-scomparso-all%e2%80%99eta-di-90-anni","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/ricordo-di-rosario-bentivegna-partigiano-scomparso-all%e2%80%99eta-di-90-anni\/","title":{"rendered":"RICORDO DI ROSARIO BENTIVEGNA, PARTIGIANO, SCOMPARSO ALL&#8217;ETA&#8217; DI 90 ANNI"},"content":{"rendered":"<p><strong>La morte di un patriota, di un combattente per la libert\u00e0, di un padre della Repubblica.<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_648\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/?attachment_id=648\" rel=\"attachment wp-att-648\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-648\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-648\" title=\"Rosario Bentivegna\" src=\"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/rosario_bentivegna-300x199.jpg\" alt=\"Rosario Bentivegna\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/rosario_bentivegna-300x199.jpg 300w, http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/rosario_bentivegna-290x192.jpg 290w, http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/rosario_bentivegna.jpg 570w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-648\" class=\"wp-caption-text\">Rosario Bentivegna<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019avevo incontrato la prima volta a met\u00e0 degli anni \u201970, durante una cerimonia commemorativa della Resistenza, a Centocelle. <!--more-->Poi, per vent\u2019anni, non lo rividi pi\u00f9, da una parte perch\u00e9 la sua professione di medico lo aveva allontanato dalla scena delle commemorazioni e delle rievocazioni; dall\u2019altra perch\u00e9 tra la met\u00e0 dei \u201970 e la met\u00e0 dei \u201990 il ricordo della Resistenza, e dei suoi uomini e donne &#8211; ma anche dei suoi valori e del ruolo da essa avuto nella nascita della Repubblica \u2013 si era pian piano affievolito, sommerso dalle bollicine della \u201cMilano da bere\u201d e dal roboante \u201cedonismo reaganiano\u201d. Ma, all\u2019improvviso, nel 1994, la \u201cdiscesa in campo\u201d di un \u201cuomo della Provvidenza\u201d folgorato sulla via di Arcore e destinato a produrre il nuovo \u201cmiracolo italiano\u201d, ebbe, tra le molte altre conseguenze, l\u2019inizio di un forsennato revisionismo storico finalizzato a minimizzare, se non a sradicare, qualsiasi cordone ombelicale che ancora potesse, a distanza di 50 anni, legare la vita nazionale ai suoi fondamenti resistenziali. Cominci\u00f2 cos\u00ec (per forza, per necessit\u00e0!), per il pi\u00f9 che settantenne Rosario Bentivegna, una nuova intensa attivit\u00e0 fatta di incontri con i giovani nelle scuole, di conferenze, di nuove polemiche, di apparizioni televisive, di consulenze storiche, di nuove pubblicazioni (\u00e8 del 2004 la nuova, riveduta e accresciuta edizione del suo classico \u201cAchtung Banditen\u201d, sulla storia della Resistenza romana), di nuovi processi; tutti processi invariabilmente vinti, cos\u00ec come aveva vinto quelli degli anni \u201940, degli anni \u201950, degli anni \u201960.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"text-align: justify;\">Nella primavera del 1995, dunque, trovandomi a collaborare con l\u2019amico Luciano Chiolli nella realizzazione di un film documentario (\u201cHanno combattuto per la libert\u00e0\u201d) sulla Resistenza a Roma, e in particolare nella periferia est della Capitale, ebbi modo di rivedere Bentivegna, di accompagnarlo lungo le strade che furono teatro di azioni di Resistenza, di organizzare alcuni suoi incontri con i giovani, anche nella mia scuola, il liceo classico Benedetto da Norcia. Ripercorremmo quindi il Quadraro, Centocelle, Torpignattara, il Pigneto, Quarticciolo; rievocammo i nomi e le figure di molti partigiani suoi compagni nei GAP: Valerio Fiorentini, Luigi Forcella, Nino Franchellucci, Carla Capponi, Franco Bruni, Giordano Sangalli e tanti altri ancora. Andammo in pellegrinaggio, il 25 aprile del 1995, sul Monte Tancia, dove il 7 aprile del 1944 si era svolta una delle pi\u00f9 furiose battaglia della Resistenza, tra un manipolo di eroici giovani partigiani e un intero reggimento di SS, e dove erano caduti i fratelli Bruni e il sedicenne Sangalli. Era con noi uno dei protagonisti di quella battaglia, Clemente Scifoni, quasi coetaneo di Bentivegna e ancora vivente, cittadino di Torpignattara, oggi come allora. Erano passati 50 anni dall\u2019ultimo giorno, nell\u2019estate del \u201945, in cui si erano incontrati, finita la guerra, l\u2019ultima volta; per una serie di circostanze, non si erano pi\u00f9 rivisti per un lungo mezzo secolo.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"text-align: justify;\">Dal 1995, e fino al 2006, penso di avere incontrato Bentivegna almeno due o tre volte l\u2019anno: nelle scuole, in manifestazioni celebrative del 25 aprile, pi\u00f9 volte al Quadraro per le commemorazioni del rastrellamento del 17 aprile. In ogni occasione l\u2019intervento di Bentivegna era il pi\u00f9 atteso e quello che riscuoteva la maggiore attenzione. In ogni occasione Bentivegna sentiva il dovere di ribadire alcuni concetti che per lui (ma non solo per lui) erano fondamentali:<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left: 0.5in; text-indent: -0.25in; text-align: justify;\"><span>1)<span style=\"font: 7pt 'Times New Roman';\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span>l\u2019azione di via Rasella del 23 marzo 1944 fu un\u2019azione di guerra, condotta contro un nemico che, a Roma e non solo, si era reso responsabile di crimini insopportabili: stragi, deportazioni, rappresaglie contro la popolazione civile; un nemico che stava sistematicamente realizzando, in quegli anni, un orrendo olocausto; l\u2019azione di via Rasella, come molte altre a Roma, era stata organizzata sulla base di una precisa richiesta degli Alleati, bloccati a Cassino e ad Anzio: bisognava non dare respiro ai tedeschi e boicottare e sabotare tutti i flussi di rifornimenti verso Cassino ed Anzio;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left: 0.5in; text-indent: -0.25in; text-align: justify;\"><span>2)<span style=\"font: 7pt 'Times New Roman';\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span>la rappresaglia delle Fosse Ardeatine era stata immediata: in 24 ore erano stati raccolti, da Kappler e Priebke, 335 prigionieri antifascisti per essere immolati nelle cave di pozzolana sull\u2019Ardeatina; solo la mattina del 25 marzo, a strage ormai avvenuta, ne era stata data notizia con un comunicato (Vedi il libro di Portelli \u201cL\u2019ordine \u00e8 gi\u00e0 stato eseguito\u201d). Se il movimento partigiano romano, aggiungeva Bentivegna, avesse saputo delle intenzioni dei tedeschi, avrebbe sicuramente dato l\u2019assalto al Comando tedesco, anche a costo di rimanere tutti uccisi. La leggenda del manifesto, affisso dai tedeschi, che invitava i responsabili dell\u2019azione di via Rasella a presentarsi per evitare la strage \u00e8, appunto, solo una leggenda, priva del tutto di fondamento;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left: 0.5in; text-indent: -0.25in; text-align: justify;\"><span>3)<span style=\"font: 7pt 'Times New Roman';\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span>la Resistenza a Roma \u00e8 stata una grande Resistenza, che ha lasciato sul terreno circa 2.000 combattenti, caduti per la libert\u00e0 di tutti gli italiani, anche di quelli che la libert\u00e0 non la volevano, anche di quelli che si sono schierati con i nazisti;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left: 0.5in; text-indent: -0.25in; text-align: justify;\"><span>4)<span style=\"font: 7pt 'Times New Roman';\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span>della Resistenza romana una parte cospicua, la maggior parte, fu quella combattuta per le strade della periferia, nei quartieri operai e popolari; fu inoltre una Resistenza unitaria, sia sul piano sociale, sia sul piano politico: i partigiani (Bentivegna preferiva, a questa parola, un\u2019altra: \u201cpatrioti\u201d) appartenevano alle pi\u00f9 varie correnti politiche: democristiani, socialisti, comunisti, azionisti, di Bandiera Rossa, ma anche liberali e badogliani, cos\u00ec come molti militari che avevano giurato fedelt\u00e0 al Re.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Questi erano i concetti che Bentivegna ripeteva, con ostinazione e senza lasciarsi intimidire, con chiarezza e con orgoglio, in tutti i suoi interventi. Concetti che possono essere riassunti in una sola espressione: \u201cLa Resistenza, oltre ad avere restituito l\u2019onore all\u2019Italia dopo il ventennio fascista, ha partorito la Repubblica, la sua Costituzione, la democrazia\u201d. Ora, siccome la Resistenza non fu un\u2019idea platonica, ma un movimento reale che accomun\u00f2 la parte migliore della giovent\u00f9 del Paese tra il 1943 e il 1945, dobbiamo rendere onore a quella giovent\u00f9 &#8211; della quale Rosario Bentivegna fu uno degli elementi pi\u00f9 importanti e coraggiosi &#8211; a quella giovent\u00f9 alla quale dobbiamo, ancora oggi, la nostra libert\u00e0.<br \/>\n<em>Francesco Sirleto\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La morte di un patriota, di un combattente per la libert\u00e0, di un padre della Repubblica. 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