{"id":5224,"date":"2015-01-19T10:08:56","date_gmt":"2015-01-19T09:08:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/?p=5224"},"modified":"2015-01-19T10:09:18","modified_gmt":"2015-01-19T09:09:18","slug":"fabio-amato-syriza-vince-perche-fa-conflitto-di-classe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/fabio-amato-syriza-vince-perche-fa-conflitto-di-classe\/","title":{"rendered":"FABIO AMATO: &#8220;SYRIZA VINCE PERCHE&#8217; FA CONFLITTO DI CLASSE&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/AMATO.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5225\" src=\"http:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/AMATO-300x140.jpg\" alt=\"AMATO\" width=\"300\" height=\"140\" srcset=\"https:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/AMATO-300x140.jpg 300w, https:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/AMATO-290x135.jpg 290w, https:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/AMATO-600x279.jpg 600w, https:\/\/www.coseperunaltromondo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/AMATO.jpg 829w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u201cIn Grecia la crisi \u00e8 stata letta con la chiave giusta, quella del conflitto di classe. E il conflitto premia elettoralmente Syriza che ha dato e d\u00e0 questa lettura della crisi\u201d \u2026\u201cIo spero che la vittoria di Syriza riporti il discorso politico europeo attorno alla questione sociale e di classe, rimossa durante la crisi. E che grazie a questo anche negli altri paesi europei colpiti duramente dalla crisi i lavoratori e il movimento operaio ritrovino la capacit\u00e0 di cambiare l\u2019ordine del discorso politico\u201d.<\/strong><br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La Grecia si prepara ad una svolta che potrebbe essere storica. Matura nelle coscienze del popolo greco l\u2019idea che il debito pubblico debba essere ricontrattato ed insieme ad esso le condizioni di estrema difficolt\u00e0 nelle quali \u00e8 costretta, dalle politiche neoliberiste, una grande fetta della popolazione greca. Il <a title=\"Programma di Salonicco\" href=\"http:\/\/www.rifondazione.it\/primapagina\/?p=16007\" target=\"_blank\">programma di Salonicco<\/a>, cio\u00e8 il programma di Syriza, stando ai sondaggi, sembra ormai assumere le dimensioni di un programma di governo. Eppure come si pu\u00f2 immaginare il percorso \u00e8 ancora lungo e complesso. Questa nuova fase in Grecia, sicuramente pi\u00f9 avanzata della precedente, apre comunque ad alcuni interrogativi\u00a0 sulla natura strategica e rivoluzionaria del programma di Salonicco e di conseguenza sull\u2019impostazione generale della via democratica al socialismo in Europa nelle condizioni attuali. Il Partito Comunista greco KKE,\u00a0per citare un\u2019altra voce nel campo della sinistra radicale greca, ritiene, ad esempio, strategicamente <a href=\"http:\/\/inter.kke.gr\/en\/articles\/The-day-after-the-elections-the-KKE-will-be-at-the-forefront-of-the-struggles\/\" target=\"_blank\">rischioso anteporre\u00a0l\u2019obiettivo dell\u2019uscita dall\u2019euro al programma di conquista di una societ\u00e0 socialista<\/a>. Dunque anche la cancellazione del debito \u00e8 per il KKE un obiettivo secondario rispetto alla conquista dei mezzi di produzione da parte del proletariato, obiettivo che solo a quel punto potr\u00e0 essere posto in tutta la sua dimensione in maniera unilaterale e senza trattative.<br \/>\n<\/em><em>Fermo restando il dibattito, che c\u2019\u00e8 ed \u00e8 fondamentale, rimane il fatto che Syriza \u00e8 oggi il primo Partito greco con una lettura ed un programma di classe di superamento del conflitto in corso. Riteniamo dunque importante interrogarci sulle scelte che hanno consentito l\u2019ascesa del partito guidato da Alexis Tsipras.<\/em><br \/>\nIntervista a <strong><em> Fabio Amato<\/em><\/strong>, responsabile esteri del Partito della Rifondazione Comunista<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di Pasquale Vecchiarelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mancata elezione del Presidente della Repubblica greca ha aperto le porte alle elezioni anticipate che si terranno il 25 Gennaio. I sondaggi elettorali accreditano\u00a0 Syriza, partito della sinistra radicale guidato da Alexis Tsipras, al primo posto con percentuali superiori al trenta.<br \/>\nNe parliamo con Fabio Amato, dirigente militante del Partito della Rifondazione Comunista dove ricopre il ruolo di responsabile esteri, candidato alle Europee del 2014 nella lista dell\u2019Altra Europa per Tsipras. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fabio, come spieghi la crescita di Syriza in questi anni e quanto ha influito una linea politica orientata alla costruzione del conflitto sociale in un\u2019ottica di alternativa \u00a0senza compromessi di governo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo che Syriza si sia accreditata come forza di alternativa al duo Pasok &#8211; Neo Democratia per la sua chiara linea politica, che ha evitato qualsiasi compromesso con i partiti responsabili del disastro e di aver svenduto il paese alla troika, e per la sua capacit\u00e0 di essere riconosciuta dai movimenti sociali. In Grecia inoltre le misure di austerit\u00e0 hanno subito visto una forte mobilitazione popolare, di classe. Anche i sindacati tradizionalmente vicini al Pasok non hanno esitato, a differenza di quello che \u00e8 accaduto in Italia per esempio, a manifestare, anche duramente, contro le politiche imposte dal memorandum. In Grecia la crisi \u00e8 stata letta con la chiave giusta, quella del conflitto di classe. E il conflitto premia elettoralmente Syriza che ha dato e d\u00e0 questa lettura della crisi, nonostante i tentativi anche in Grecia di fomentare forme di antipolitica e di favorire scissioni moderate, come quella di Dimar, nate in nome di una sinistra di governo e moderna, e poi finite a fare da stampella alla Troika.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I sondaggi hanno spaventato la Troika e dalle cancellerie europee, Junker in testa, \u00e8 partito un fuoco incrociato contro Syriza. Qual \u00e8 la loro paura pi\u00f9 grande? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La loro paura pi\u00f9 grande \u00e8 di non avere un governo piegato alla grande coalizione delle banche, quella fra conservatori e socialdemocratici europei, che \u00e8 stata la base politica della costruzione di un\u2019Europa liberista prima e dell\u2019austerit\u00e0 poi. Di un governo che sveli le bugie e le falsit\u00e0 sul debito. Che inverta le priorit\u00e0. Non quella di pagare gli interessi usurai sul debito pubblico al capitale ma che risponda ai bisogni sociali della popolazione e del paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quali sono invece le prospettive per il popolo greco, ed in generale per i lavoratori dell\u2019Unione Europea, che si aprirebbero grazie ad una eventuale vittoria di Tsipras in Grecia? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il popolo greco di avere un governo che difenda il popolo greco e non le banche. E che si apra in Europa un conflitto reale sul futuro dell\u2019Unione Europea, sul suo sistema di funzionamento, sulla sua architettura istituzionale fino ad oggi pensata a misura esclusiva del modello neoliberista. Io spero che la vittoria di Syriza riporti il discorso politico europeo attorno alla questione sociale e di classe, rimossa durante la crisi. E che grazie a questo anche negli altri paesi europei colpiti duramente dalla crisi i lavoratori e il movimento operaio ritrovino la capacit\u00e0 di cambiare l\u2019ordine del discorso politico, aggredendo le vere ragioni della crisi, ovvero il fallimento delle politiche neoliberiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Thomas Piketty, docente all&#8217;Ecole d&#8217;\u00e9conomie parigina, autore del discusso saggio di economia politica dal titolo \u201c<em>Il capitale nel XXI secolo<\/em>&#8220;, sostiene la svolta di Tsipras ed in questo \u00e8 appoggiato dal Financial Times che individua nei partiti della sinistra radicale (Syriza e Podemos in testa) l\u2019unica vera alternativa alle politiche di austerit\u00e0. In particolare Piketty, incalzato dal giornalista di Repubblica sul presunto estremismo di Tsipras a suo dire sbandieratore dell\u2019uscita dell\u2019euro della prima ora, sostiene: \u201c<em>S\u00ec, ma ora ha molto ammorbidito le sue posizioni. Si \u00e8 rivelato, all&#8217;opposto, un leader fortemente europeista, una posizione che si assester\u00e0 ulteriormente se com&#8217;\u00e8 probabile dovr\u00e0 formare un governo di coalizione, visto che secondo i sondaggi non avr\u00e0 pi\u00f9 del 28% e quindi 138 seggi, 12 in meno della maggioranza. I pi\u00f9 probabili alleati come sapete sono il neocostituito partito di centrosinistra Potami e l&#8217;altra forza di sinistra democratica Dimar, che gli garantirebbero un altro 8-10%. Certo, Syriza far\u00e0 valere le sue posizioni in Europa, ma non sar\u00e0 un male, anzi<\/em>\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La\u00a0 storia recente ci insegna che la via democratica al socialismo pu\u00f2 essere praticata quando le condizioni date consentono di realizzare\u00a0 programmi realmente rivoluzionari, altrimenti, il rischio di una delusione forte \u00e8 dietro l\u2019angolo.\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io credo che esistano naturalmente grandi possibilit\u00e0, e connesse ad esse sicuramente grandi rischi. Che sono legati, pi\u00f9 che ad una presunta moderazione di Syriza, ai rapporti di forza con i poteri forti, con la Germania, con la BCE. Non sar\u00e0 certo una passeggiata. Si tratta di mettere in discussione trent\u2019anni di egemonia del blocco conservatore e socialdemocratico basato sul fondamentalismo neoliberista. In questo, proporre anche semplici politiche di redistribuzione, \u00e8 rivoluzionario, in quanto cambia il paradigma della rivoluzione conservatrice che ha dominato in tutta Europa. Dipender\u00e0 molto anche dal fatto se saremo in grado nel resto d\u2019Europa di costruire un movimento di sostegno alla lotta del popolo greco e alternative politiche in grado di battersi per cambiare il quadro politico anche in altri paesi dell\u2019UE. Ad oggi altri Piigs, come Spagna e Irlanda, vedono forze anti-austerit\u00e0 di sinistra crescere e diventare possibili alternative. In Italia purtroppo siamo ancora molto indietro, ma \u00e8 anche il frutto di un quadro sociale che \u00e8 stato, fino allo sciopero generale scorso, silente e muto di fronte alla crisi. Come dicevamo dall\u2019inizio della crisi, lo sbocco politico in Europa pu\u00f2 essere o quello di sinistra, radicale e alternativo a quello socialdemocratico, complice della grande coalizione, oppure quello reazionario. Dobbiamo pertanto augurarci tutti il successo di un governo di Syriza. Un suo fallimento aiuterebbe solo la reazione o il blocco dominante che governa l\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fabio secondo te come dovrebbe essere gestita sul piano tattico una eventuale vittoria di Syriza? Un eventuale \u00a0governo di coalizione non rischierebbe \u00a0di annacquare\u00a0 il <em>programma Salonicco<\/em>?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I compagni di Syriza sono consapevoli dei vari scenari possibili, cos\u00ec come delle conseguenze. Loro puntano ad avere la maggioranza assoluta dei seggi, e prima di fare previsioni aspetterei i risultati del voto reale pi\u00f9 che fare ipotesi sui sondaggi. Anche perch\u00e9 non \u00e8 per nulla detto che alcune delle forze citate, come Dimar, riescano a superare la soglia del 3 % per entrare in Parlamento.\u00a0 E fra le varie ipotesi vi \u00e8 un\u2019altra, ovvero quella di non negoziare il programma con nessuna forza che voglia diluirlo o boicottarlo, fare da cavallo di troia della troika, e di andare immediatamente a nuove elezioni chiedendo una maggioranza assoluta ai greci. E\u2019 gi\u00e0 accaduto due anni fa. Potrebbe accadere di nuovo. Ma io sono fiducioso che gi\u00e0 dal 25 Gennaio Syriza possa avere i numeri per un governo popolare in Grecia. Star\u00e0 poi alla sinistra di classe e radicale del resto di Europa far s\u00ec che di fronte al braccio di ferro che il governo e il popolo greco apriranno con i poteri europei, corrisponda una mobilitazione sociale e politica in grado di incidere nei rapporti di forza reali. I popoli europei hanno lasciato solo il popolo greco quando per primo subiva il ricatto della troika, non possiamo permettere che accada di nuovo, perch\u00e9 adesso \u00e8 chiaro che ci\u00f2 che \u00e8 accaduto alla Grecia non \u00e8 stato altro che la prova generale per imporre l\u2019austerit\u00e0 e la conseguente brutale ridefinizione dei rapporti sociali e di classe a tutto il lavoro. Ora, potrebbe davvero aprirsi una nuova possibilit\u00e0 per tutti e tutte noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">link: http:\/\/www.lacittafutura.it\/mondo\/speciale-grecia-amato.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIn Grecia la crisi \u00e8 stata letta con la chiave giusta, quella del conflitto di classe. E il conflitto premia elettoralmente Syriza che ha dato e d\u00e0 questa lettura della crisi\u201d \u2026\u201cIo spero che la vittoria di Syriza riporti il discorso politico europeo attorno alla questione sociale e di classe, rimossa durante la crisi. 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