Alla fine del 2025 il mondo precipita in una guerra mondiale. Già esistono le armi per la completa distruzione di ogni forma vivente. Se ciò non bastasse, l’Europa lancia un riarmo di 800 miliardi ai quali aggiunge altri 90 per l’Ucraina! Ma veramente è l’unica strada per salvare democrazia e stile di vita, già piuttosto malridotti? 

Il genocidio in Palestina ha preso altre forme. Continua lo sterminio e l’apartheid. Le armi hanno zittito un po’ ma a uccidere sono la fame, la sete. le malattie e le misere condizioni di vita in tende, in mezzo a macerie o all’addiaccio.

L’assalto di Trump all’America Latina con la presenza minacciosa della IV Flotta nei mari dei Caraibi, l’ingerenza a sostegno della destra, contro i governi progressisti e gli atti di pirateria, rappresentano una accelerazione della dottrina Monroe. Terre rare, oro, rame, petrolio e altre risorse naturali fanno gola alla finanza mondiale che scommette sulla appropriazione senza controllo 

Allo stesso tempo i popoli del mondo sono riusciti a produrre una reazione solidale senza precedenti con il popolo palestinese sotto assedio. Una reazione che ha abbattuto i muri mediatici che curano le narrazioni filo-israeliane e addirittura sfidato la repressione di governi grati “per il lavoro sporco a nome suo”. In Italia milioni hanno scioperato e raggiunto le piazze del paese per culminare in una grande manifestazione a Roma. Una forte luce nel tunnel in cui siamo.

Il governo Meloni si avvia alla distruzione di ciò che resta della costituzione e degli organi di controllo dell’esecutivo che essa prevede.  Il primo passo e la “separazione delle carriere”. 

Di fronte ad una barbarie che cresce noi continuiamo a credere che un altro mondo è possibile, per cui il 2026 ci vedrà impegnati contro il riarmo dell’Europa, nel contrasto della guerra e la soffocante economia di guerra e per il NO al referendum costituzionale. 

Continueremo la solidarietài verso il popolo Palestinese e rafforzeremo la campagna per la liberazione di Marwan Bargouthi e di tutti i prigionieri politici nelle carceri israeliane. 

Saremo impegnati sui problemi che abbiamo sul nostro territorio: dal degrado delle periferie, al disagio abitativo, alla mancanza di servizi sociali e sanitari. La nostra Casa del Popolo sarà come sempre aperta alle istanze e ai bisogni del quartiere. 

Per farci gli auguri e stare insieme Vi invitiamo a condividere un momento rilassante, domenica 28/12 ore 18:00 in via B. Bordoni 50, e anche quest’anno, prima del brindisi, saremo allietati dalla presenza di alcuni artisti. Vi invitiamo a partecipare per salutare l’anno che se ne va e accogliere un 2026 di impegno e di lotte.

Circolo PRC-SE Tina Costa di Torpignattara
Casa del Popolo di Torpignattara

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